>PIF e Marco Lillo | Io posso. Due donne sole contro la mafia, Feltrinelli

PIF e Marco Lillo | Io posso. Due donne sole contro la mafia, Feltrinelli

atuttovolume

Terrazza del Porto Turistico - Marina di Ragusa

Giovedì 10 giugno 2021

18:30

conduce Silvia Truzzi

Parco della Favorita, Palermo. Due sorelle finiscono al centro di una tenaglia terribile: da una parte c’è la mafia, dall’altra lo Stato. La mafia le perseguita, lo Stato non le considera vittime. La sordità delle istituzioni si trasforma in vessazione.

Nel 1990 le sorelle Rosa e Savina Pilliu, quarant’anni, ereditano due casette dal padre, di due piani ciascuna, davanti all’entrata del Parco della Favorita, a Palermo. Un giorno un costruttore mafioso, Pietro Lo Sicco, va dal notaio e si dichiara proprietario di tutta un’area vicino al parco, compresa la zona dove si trovano le due casette. Chiede ai proprietari di tutte le vecchie case di vendergliele a un prezzo inferiore a quello di mercato. Le uniche a opporsi sono le sorelle Pilliu. Intanto, Lo Sicco corrompe l’assessore dei Lavori pubblici e, a pochi metri dalle casette delle Pilliu, riesce a costruire un palazzo di otto piani che le rende inagibili. Passano gli anni e questo edificio diventa un nascondiglio di latitanti. Sembra che la 126 di via D’Amelio sia partita da quel palazzo. Dopo trent’anni di processo – durante i quali vengono indagate, processate e poi assolte, subiscono minacce, e ricevono corone di fiori, vengono ricollocate in un palazzo abitato da mafiosi –, finalmente, le due sorelle vincono la causa. Ma non è finita. Le Pilliu non riceveranno mai alcun risarcimento, perché l’edificio ormai è stato ceduto a dei fondi di investimento. Tramite dei prestanome, poi, la più grossa famiglia di spacciatori di droga di Palermo sta comprando l’attico e il super attico a prezzi stracciati. L’Agenzia delle entrate spedisce una lettera alle sorelle e chiede una percentuale dell’importo, in teoria, risarcito. Lo dovrebbe pagare Lo Sicco, che però è fallito, quindi lo Stato si rifà su di loro. E poi, il Fondo per le vittime di mafia non accetta la domanda delle Pilliu, perché le due sorelle non sono state vittime della mafia. Pif e Marco Lillo raccontano una storia fortissima, simbolo della grande ferita irrisolta dell’Italia: da una parte abbiamo due casette distrutte, dall’altra un palazzo di otto piani. Secondo voi dov’è la mafia? E dove lo Stato?

Pif

Pif

Pif: inizia la sua carriera lavorando come assistente alla regia di Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini e con Marco Tullio Giordana ne I cento passi. Nel 2000 Pif diventa autore televisivo, acquistando poi celebrità con “Le Iene”. Nel 2007 per Mtv realizza “Il testimone”, il suo primo programma individuale, tra i più originali e innovativi del panorama televisivo odierno. Nel 2017 è su Rai3 con il suo “Caro Marziano”. Al cinema intervista Ettore Scola nel documentario Ridendo e scherzando. Nel 2013 debutta alla regia con il suo primo lungometraggio La mafia uccide solo d’estate, per il quale vince due David di Donatello. Il suo secondo film è In guerra per amore (2016). Feltrinelli ha pubblicato … che Dio perdona a tutti (2018), il suo primo romanzo.
Marco Lillo

Marco Lillo

Marco Lillo: giornalista d’inchiesta, scrittore e vicedirettore del "Fatto Quotidiano”. Laureato in giurisprudenza, ha lavorato per L’Espresso e come redattore di una trasmissione di Radio Capital. Dirige la collana di libri PaperFirst. I suoi ultimi libri sono Di padre in figlio (2017) e Padrini fondatori (2018; con Marco Travaglio). Con Udo Gümpel è autore di Sotto scacco, documentario sui rapporti tra mafiosi e politici sul passaggio tra prima e seconda Repubblica. Nel 2009 gli viene conferito il premio Borsellino.