>Francesca Fagnani, Pupi Avati | IO, DANTE E LA BELVA

Francesca Fagnani, Pupi Avati | IO, DANTE E LA BELVA

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Terrazza del Porto Turistico - Marina di Ragusa

Giovedì 9 giugno 2022

18:30

Francesca Fagnani dialoga con Pupi Avati autore de L’alta fantasia (Solferino)

Ravenna, 1321: esiliato e misconosciuto, Dante Alighieri esala l’ultimo respiro. Nel convento delle clarisse di Santo Stefano degli Ulivi, l’albero di mele selvatiche che le suore chiamano «l’albero del Paradiso» smette misteriosamente di dare frutti. Trent’anni dopo Giovanni Boccaccio, studioso appassionato dell’opera dantesca, riceve un incarico singolare: andare in quel convento, dove risiede la figlia di Dante, divenuta monaca con il nome di suor Beatrice, e consegnarle un risarcimento in denaro per l’esilio ingiustamente subito da suo padre. Sarà un viaggio di riparazione e di scoperta, ma anche di fatica e pericoli, non ultima l’accoglienza non sempre entusiastica ricevuta dai conventi dove l’opera del Sommo è ancora vietata, in odore di eresia. E per Boccaccio sarà l’occasione di riandare ai momenti più importanti della vita dell’Alighieri, le sensibilità di bambino e l’incontro con Beatrice, la politica e i tradimenti, l’amarezza della cacciata da Firenze, il tormento e l’estasi della scrittura. Trovando conferma, lui, scrittore, di quanto il dolore promuova l’essere umano a una più alta conoscenza. Pupi Avati ci consegna con il suo nuovo romanzo l’opera di tre vite: l’incontro inaspettato attraverso i secoli tra un regista e scrittore e due maestri della cultura italiana. Un racconto di avventure, uno sguardo partecipe e nuovo su Dante, la ricostruzione di un Medioevo vero, sporco, luminoso e umano: una prova d’artista intessuta di passione e di poesia.

Pupi Avati

Grande maestro del cinema italiano, Giuseppe Avati (ma per tutti è Pupi) a 82 anni ha ultimato le riprese del suo film più ambizioso: "Dante", che uscirà nelle sale quest'anno. Non solo regista e sceneggiatore, Avati è anche prolifico scrittore e il film dedicato al Sommo Poeta prende vita proprio da una sua avventura letteraria: “L’alta fantasia”, di cui dialoga con Francesca Fagnani per #ATV2022. Avati prende spunto dagli scritti di Giovanni Boccaccio, che è stato il primo biografo del poeta: «Mi ha sedotto e conquistato. Ho scoperto la vastità del suo immaginario, simile a quella di un ragazzo che si affaccia con entusiasmo alla vita - spiega il cineasta-, e ho cercato di raccontare un Dante seducente, di grande umanità, un uomo in cui riconoscersi e che possa avvicinarci a lui».

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